Testo ambizioso e complesso di filosofia politica. Si sviluppa su più piani storici e filosofici, con il punto centrale del cosiddetto "dispositivo della persona". Tale situazione è la separazione e affettazione dell'uomo mediante il finalismo politico e principalmente teologico, di dominanza religiosa e di matrice cristiana. A tratti molto astratto e visceralmente ontologico nella ricerca, indaga il divenire dai capisaldi greci alla romanità con riferimenti molto precisi e che per l'interpretazione corretta del testo richiederebbero una preparazione che io non ho. Bello il finale, che rimanda all'economia ed all'antropologia di David Graeber e della sua spiegazione del debito come peso morale e senso di colpa continuo (dalla religione) in coazione con il dominio continuo dell'uomo nichilista sulle possibilità dell'essere, inappetibili a livello di politica di eguali ancorché iscritti nelle leggi della res publica e puntualmente discriminati dalla macchina della teologia politica che definisce il debito come "sovrano", in un certo senso un appendice di una visione monoteistica della società in cui uno comanda e che ci riduce tutti a dei numeri ed a una verità singola ed assoluta.
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mercoledì 13 agosto 2014
Due. La macchina della teologia politica e il posto del pensiero - Roberto Esposito
sabato 21 dicembre 2013
Una teoria della giustizia - John Rawls
Si tratta di un classico della filosofia politica.
Testo complesso basato sul concetto fondamentale della giustizia come equità, suddiviso in due principi.
Primo: ogni persona ha un eguale diritto al più esteso schema di libertà fondamentali compatibilmente con uno schema di libertà per gli altri.
Secondo: le ineguaglianze sociali ed economiche devono essere combinate in modo da essere (a) ragionevolmente previste a vantaggio di ciascuno: (b) collegate a cariche e posizioni aperte a tutti.
Passi importanti sono quello del velo di ignoranza nel capitolo dedicato alla posizione originaria da cui deriva tutta l'argomentazione a sostegno dell'eguale libertà conforme alla tolleranza estesa alle altre posizioni all'interno di un quadro generale di concessioni bene definite e in termini di priorità della libertà sui vantaggi dell'utilitarismo e sopra all'individualismo, in quanto teoria sociale all'interno del principio regolativo. Si inserisce quindi il dovere e obbligo inteso come necessità del rispetto delle norme contrattualmente scelte nel sistema complessivo istituzionale e civile, condivise in via democratica, con la possibilità data della disobbedienza civile e della giustificazione di essa, bilanciando cioè le minori libertà di una situazione particolare nell'interesse della libertà più ampia, perciò come mezzo dissenziente di critica e proposta che l'obiezione offre.
Infine il bene come razionalità. La definizione lessicale di giustizia e bene li suddivide in priorità da osservare. Questo ci permette di vagliare alcuni atteggiamenti morali che potrebbero collidere con la teoria nel suo complesso, ma che l'autore dimostra di comprendere ed associare fattivamente all'interno della sua descrizione e prospettiva a partire dal velo di ignoranza, in condizioni equali/generali da cui non si può prescindere, escludendo le teorie teleologiche e finalistiche del bene, dando ampio risalto alla conclusione che la teoria è una teoria aperta ai contributi successivi, perfezionabile anche e se pure nella sua astrazione che mi constringe a sintetizzare nei sommi capi da me compresi. Lettura che resta indispensabile per tentare di comprendere la modernità e le libertà e le equità mai date una volta per tutte e da conquistare quotidianamente.
martedì 22 novembre 2011
Eguaglianza e libertà - Norberto Bobbio
Suddiviso in due parti questo scritto di Norberto Bobbio è un classico della filosofia politica.
Descrittivo per buona parte, l'analisi dell'eguaglianza si presenta più complessa, eguaglianza da raggiungere, ma al pari maggiormente frammentaria della libertà. Libertà definibile in libertà negativa e positiva, afferma Bobbio che in conclusione trattasi di autodertminazione e utopia se si vuole dal lavoro e dagli schemi imposti. Certo l'eguaglianza per essere conquistata necessita della libertà perché limitarla all'individualità richiede contrapposizione alla diseguaglianza che è vieppiù formata da ambiti sociali.
- Nei confronti dell'attualità rimane un classico che vede come dagli sviluppi politici del diciannovesimo secolo in poi vada ridiscusso continuamente tutti gli aspetti intrinseci dell'eguaglianza e delle libertà per il benessere dell'uomo.
Preso a prestito gratuito dalla biblioteca di Alano di Piave tramite il servizio Opac Veneto spesato dalla Provincia di Belluno
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