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martedì 25 marzo 2014

Sintesi della mia esperienza referendaria e delle critiche



Il riferimento è alla parola di Pier Paolo ed i cosidetti miei paroloni ai quali vengo crocefisso. Le mie parole come quelle di Pier Paolo sono necessarie per inquadrare precisamente il discorso del quale stiamo parlando.

1. Gli incontri si organizzano quando c'è un gruppo che lavora e decide, compatibilmente con gli impegni di ognuno, non singolarmente come fa il singolo privato cittadino. Abbiamo dato ampia pubblicità degli altri tre incontri già organizzati in passato e per quanto mi riguarda sono disponibile come sempre a parlare di persona con chiunque, chi non si vuole informare non lo farà mai ne prima ne dopo disconoscendo la validità del quesito, con qualsiasi argomentazione che non sia la nostra Costituzione (ci è anche stato detto che non si farà più il carnevale o che facciamo parlare solo i ricchi). Schiettamente parlando è proprio questa la rassegnazione che ci condanna. Ci sono stati anche interventi apertamente contrari, pure con la presentazione di un esposto per incostituzionalità del referendum, se questo esposto otterrà la vittoria in tribunale, l'impianto referendario cadrà e si dovrà invalidare la consultazione e ridefinirla costituzionalmente. Io non ho il potere di sapere che cosa pensano singolarmente gli oltre 2400 elettori, però sono convinto che ci sia sempre il tempo per recuperare

2. Il deposito e la registrazione del programma elettorale, del logo, delle firme a sostegno è previsto nel caso di un'elezione comunale e non sul referendum. I relatori e i promotori del gruppo hanno esposto le loro tesi e non dei programmi elettorali.
La politica è attività di governo. Il referendum è un istituto giuridico in virtù del quale si può richiedere al corpo elettorale il consenso o dissenso rispetto a una decisione riguardante singole questioni.
Sono state esposte tre ipotesi in caso di vittoria del si: primo ottenere il passaggio di regione tramite legge ordinaria proposta da un parlamentare al vaglio della commissione affari costituzionali di cui fa parte l'On. Kronbichler e che è la forma più veloce essendo meno corposa numericamente, ed è la via che sta tentando Sappada; 

secondo il passaggio di regione tramite legge costituzionale che prevede il voto dei due rami del parlamento, l'ipotesi più remota; 


terzo la pressione tramite le istituzioni con i contatti presi e da prendere con i parlamentari e/o regionali per ottenere un riconoscimento a livello di provincia con la nostra scelta di autodeterminazione. Un deputato è intervenuto senza neanche conoscerci, è un atto di disponibilità personale, prima che istituzionale

3. Per l'autodeterminazione (autonomia) non esiste altra forma costituzionale per il popolo di esprimere la propria pressione su un argomento specifico come questo

4. C'è del qualunquismo quando si afferma che 8000 euro sono uguali a 10.000 euro di spesa perché sono i soldi di tasse di tutti i cittadini, come i 170.000euro circa di IMU che sono serviti per compensare il bilancio comunale creato dai buchi delle Terme (discussione durata anni) ecc.. 

Certo giornalisticamente colpisce di più (10000), ma la realtà (la cifra esatta) si conoscerà solo a posteriori e su questa sarà impossibile fare demagogia, in quanto destinata a questo specifico capitolo di spesa che riaffermerà il referendum come atto politico previsto dalla costituzione (e varie opere accessorie, ad esempio la messa in opera del nuovo seggio elettorale di Padola presso le ex scuole elementari, una miglioria perché permetterà di votare ai disabili tramite una pedana e che rimarrà per il futuro).

A Santo Stefano rispiego che si tratta di elezioni comunali e che certamente il mio auspicio è che quando si parla di Comune, si possa mettere in atto un programma con pochi punti partendo dalla partecipazione dal basso con degli incontri di idee prima ancora di calare i nomi sul giornale

5. Se uno vuole esprimersi per il no è libero di costituire un comitato del NO e non nascondersi dietro la meschinità dell'astensione e il diniego delle nostre idee. Quali sono le proposte alternative? I vari programmi? O meglio perché nessuno lo fa e io invece mi batto per il SI? Forse sarebbe ora di mettere le idee alla prova dei fatti, e non le parentele e amicizie e/o i bar

6. Il referendum è l'unica forma di autodeterminazione all'interno del federalismo previsto dall'articolo V in vigore dal 2001, cioè l'unico nostro strumento di pressione. Dire che si poteva fare tempo fa è non conoscere la costituzione e la storia di conflitti e degli sviluppi economici con i vicini, oppure nell'ambito ristretto della tradizione ladina del nostro piccolo paese. Per mia pura esperienza personale è certo che il referendum, come le elezioni comunali sono impossibili da vincere se non si passa casa per casa a spiegare le ragioni e a convicere le persone a votare, ed è in effetti il nostro punto debole, ma chissà, forse le nostre intenzioni per rivendicare un pò di eguaglianza siano sincere..

Partecipare alle riunioni è un atto di volontà e umiltà civica (mettersi allo stesso livello degli altri). Molte cose sono state dette per la prima volta anche a noi, come il quorum necessario del 50%+1 di SI sul totale degli elettori per la validazione del referendum (non bastano i si più i no) e quindi i 1210 voti necessari debbono essere tutti dei SI

7. I pareri delle Regioni sono a posteriori ed esclusivamente consultivi, al parlamento spetta l'ultima parola. La Regione Marche era contraria al passaggio dei sette comuni della Alta Valle Marecchia in Emilia Romagna, ma il parlamento ha deciso per il si ed i comuni sono passati in provincia di Rimini nel giro di pochi anni

lunedì 3 marzo 2014

Circa il quorum (proiezione semi-seria) e l'applicazione della volontà popolare. Considerazioni sociologiche e filosofiche.


Referendum Comelico Superiore in Alto Adige: si vota domenica 30 marzo 2014 dalle ore 7 alle ore 23

Sollecitato da diverse parti circa la possibilità che il referendum ottenga o meno il quorum vi è da rilevare che nella serie storica disponibile per le elezioni vi sia un (clicca sul viola) numero di elettori vicino al numero dei residenti compresi i minorenni questo a causa dell'Anagrafe Italiani residenti all'estero (A.I.R.E.) per i quali sono previsti dei rimborsi spese viaggio insufficienti a coprire l'intero costo del trasporto. Circa le elezioni comunali si rileva come mai nessuna delle 2 liste in lizza abbia superato un ipotetico quorum del 50% + 1 degli elettori aventi diritto, l'unica eccezione sia rappresentata dal 1995 in cui ci fu una sola lista che fece meno del 50% + 1 ma vinse con i voti non validi, assimilabile statisticamente ad un no a questo referendum che difatti è diviso in 3 fra un gruppo del SI comunicante, un voto NO episodico e un'astensione facilmente intuibile nelle proporzioni collegabile alla mancata partecipazione degli emigrati e ad una parte ignota su cui ci sforziamo di fare presa. Le elezioni comunali del 1995, le elezioni comunali del 1999, le elezioni comunali del 2004 e le elezioni comunali del 2009 sono consultabili ai links. I referendum del 2011 che comportano una base più omogenea e comparabile, generano un cauto ottimismo perché videro su 1948 aventi diritto al voto l'affluenza del 49% circa per i 4 quesiti che però presenteranno l'aggiunta di circa 500 emigranti in questo di quesito (circa il 20% della popolazione di Comelico Superiore risiede già ora all'estero e ciò dovrebbe fare riflettere) con un quorum attorno ai 1210 voti che equivale ad una vittoria alle amministrative con circa il 75%, cosa mai successa, ma visto che cerchiamo di unire... Su questi dati, la mia previsione statistica semi-seria da qualche mese a questa parte è che il quorum è difficile da raggiungere a meno che ci sia un risveglio civile e molti si esprimano pubblicamente a favore del voto libero conformemente all'articolo 48 della costituzione: "Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico" e che il SI abbia buone probabilità di vittoria pure restando sotto al quorum, però invalidando il voto.

Il mio dovere etico e civile prima da cittadino e poi da promotore del referendum è di cercare di ottenere quel quorum perché vota il popolo per il popolo in coincidenza con le finalità dell'articolo 48

L'esito eventuale del voto positivo e con il quorum è Sub judice del Parlamento che deve decidere e nell'ambito dell'Unione Europea trova un'interpretazione rafforzativa e favorevole alla eventuale vittoria del SI nella descrizione del professor Trabucco dove si afferma "a livello di diritto internazionale convenzionale del principio previa audizione della collettività locale coinvolte nei procedimenti di variazione territoriale ne garantisce un rafforzamento, poiché viene collocato in una sfera più rarefatta e neutralizzata, più distaccata dal condizionamento di fattori storici e culturali che hanno caratterizzato ed animato vivacemente il dibattito regionalistico in sede di Assemblea Costituente".

La soluzione convincente per raggiungere il quorum è semplice e l'ho appresa nella vita associativa di paese, partecipa e fai partecipare l'altro, essendo te stesso nel modo migliore e inclusivo votando SI. 
Il risultato democratico, nella vittoria del NO, ontologicamente è una risposta essenziale, mentre se vince l'astensione, ancora ontologicamente non si può creare maggiore divisione di quella già esistente, perciò da parte della filosofia politica si può dire che sia l'imposizione del marginale sull'essenziale.

Votiamo SI per UNIRE e progredire!

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