martedì 13 novembre 2018

Social Cohesion in the Western World - Georgi Dragolov


This book published in 2016 fills a gap in social research about social cohesion. The Bertelsmann Stiftung's Social Cohesion Radar create a wide data report with many collaborators in Germany and OECD nations report. The methodology provides many surveys, expert ratings, and indicators in the last 30 years; the ranks are formed by the grouping of nations emerging such as Nordic/Scandinavian, English Speaking, Northwestern European Countries, Mediterranean, and Eastern Europe, Levantine, Southeastern Europe. The economic indicators are decisive but also health, culture, values, inequalities, and openness of societies are important factors. Macro categories are social relations, connectedness, focus on the common good. Subcategories are social networks, trust in people, acceptance of diversity; identification, trust in institutions, perception of fairness, solidarity and helpfulness, respect for social rules, civic partecipation. The Nordic model is first, but the Western Countries and English Speaking in others forms show strong cohesion and it helps more the poor people; the Southern Europe and Eastern Countries contrary are facing growing difficulties with more people in poor conditions, these societies denote growing poor social cohesion and more problems with the economy. Within Germany the comparison from West more cohesive than East replace the old political divisions. In summary, more social cohesion give a more inclusive society and this is an important lens through which values emerge; the respect of the Rule of Law is a determinant all in all. 

lunedì 12 novembre 2018

Nuovi montanari. Abitare le Alpi nel XXI secolo - Federica Corrado, Giuseppe Dematteis, Alberto Di Gioia


FrancoAngeli pubblica questo studio a più mani circa i nuovi flussi di migrazione verso le aree interne delle Alpi. L'attenzione viene posta dapprima alle nuove politiche per la montagna come l'istituzione delle "Aree Interne" con fondi dedicati, si passa poi a leggere il contesto territoriale, i comuni, le dinamiche demografiche e le interviste ai nuovi abitanti delle seguenti valli (terre alte): Val Tanaro, Valle Gesso, Valle Maira, Valle di Susa, Valpelline, Ossola, Val Chiavenna, Val di Cembra, Agordino-Cadore-Comelico-Zoldano, Carnia.
Dalla data di pubblicazione del 2014 in poi è in atto un calo di popolazione a livello nazionale e nonostante i microtrend di ripopolazione ed i casi particolari qui descritti la tendenza rimane quella dello spopolamento.

Le motivazioni principali nei nuovi abitanti sono principalmente le occasioni di lavoro, la qualità della vita ed il senso di comunità che ancora si prova in montagna oltre alla possibilità di una migrazione di ritorno con la pensione.
I settori economici prevalenti sono le nuove forme di agricoltura e turismo sostenibile, le professioni ubiquitarie grazie all'estendersi della banda larga ed anche l'assistenza domiciliare. Le zone considerate vivono in pochi casi e di riflesso il fenomeno degli impianti di risalita che incidono sui servizi offerti nella misura in cui avvicinano agli standard delle zone periurbane, però creando sostanzialmente una omogeneizzazione urbana e gentrificazione in tutta l'area alpina di etnia italiana qui analizzata con la conseguente perdita delle peculiarità montane dovute al turismo di massa ed alla finanziarizzazione dell'economia. Il tema del cambiamento climatico ovviamente penalizza lo sci, ma nella progettualità attuale non vede prevalere un approccio scientifico ma emotivo. L'indirizzo delle politiche delle Aree Interne prova a dare delle priorità d'investimento come le comunicazioni fisiche e digitali, il mantenimento del presidio del territorio con l'agricoltura ed i servizi sanitari, certo con carenze di finanziamenti e di formazione alla progettualità delle popolazioni coinvolte, manca insomma un "Débate public" alla francese reiterato e costruito per indirizzare le energie nella formazione continua, stanziale e pratica volta all'ottenimento dei fondi anche europei. Le spinte produttive dei molti nuovi giovani migranti stranieri stanno già cambiando la demografia e forse anche la competitività delle Terre Alte. Gradevole lettura.

venerdì 9 novembre 2018

Linguanomics - Gabrielle Hogan-Brun


Exciting new book (2017) that analyze the economics of multilingualism and its social effects. Focus on cost/benefit analysis and possible negative sides, once more are underlined the history of languages & its developing in commerce from the "lingua franca" to the modern societies with 2 or more officially languages. The cases listed of UK inform us of the adoption of multiskills personnel in NHS or Police. What the implications? On the individual sphere by now we can see how the knowledge of the second language in every trade from eCommerce to the offline shops is almost essential. In the public sector, the policy for a permanent education of English but also of rising commercial languages such as Mandarin or Spanish is important, but the minorities languages need more attention because of the process of contamination of cultures go to developing new markets and toward preservation of lifestyles. A rich section of endnotes.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...